Le reactions di Facebook compiono un anno

Uno sguardo alla performance delle reactions di Facebook a un anno dal loro rilascio

Quello appena passato è stato un mese di compleanni importanti per Facebook: il primo, il 9 Febbraio, quello del tasto Mi Piace che ha spento ben 8 candeline, il secondo è quello delle reactions che lo scorso 24 Febbraio hanno compiuto il loro primo anno di vita.

Un anniversario speciale per Facebook che annunciò l’innovazione presentandola come “the new Like button with more ways to express yourself” senza però riuscire a soddisfare i molti utenti ancora in attesa dell’agognato tasto Non Mi Piace.

Reactions: un anno dopo

Quanto e quali reactions abbiamo utilizzato? Tirando le somme, a dominare qualsiasi tipo di statistica c’è solo il tasto Mi Piace. La mano col pollice in su ha cambiato grafica svariate volte ma è sempre in testa con una media di utilizzo al minuto di 4 milioni.

Un numero enorme che le nuove reactions non riescono a eguagliare calcolando che dal loro lancio sono state utilizzate (solo) 300 miliardi di volte nella loro versione classica e nelle edizioni limitate in occasione di Halloween, per il Mother’s Day e per l’anniversario di Star Trek.

Ma nonostante il loro basso tasso di utilizzo, per Facebook le reactions rappresentano comunque un potente indicatore d’interesse. In altre parole, un semplice Mi Piace suggerisce a Facebook che siamo interessati a un certo contenuto di cui (probabilmente) vorremmo vedere di più, ma l’utilizzo di qualsiasi altra reaction, anche negativa, invia un segnale ancora più forte.

Facebook fa notare che attualmente tutte le reazioni sono ponderate allo stesso modo e che gli algoritmi usati per le news in evidenza non danno preferenza a nessuna delle cinque faccine, ma per incentivare l’uso del nuovo strumento concede a queste un margine d’importanza molto più consistente rispetto al semplice Like.

Questione di contenuti

Le performance delle reactions variano e di molto, in base ai contenuti: a dimostrarlo è uno studio di Quintly che evidenzia come i contenuti video riescano a generare molte più reactions di foto o semplici aggiornamenti di stato. 

Per non parlare dei sondaggi live (di cui Facebook sta cercando di limitare l’uso) che hanno spopolato negli ultimi mesi generando massive quantità di engagement facendoci rispondere a qualsiasi tipo di domanda: dalle preferenze per le elezioni presidenziali americane al miglior film di Natale di sempre.

Dopo il quanto è interessante anche notare il dove le reaction hanno spopolato. Sondaggi su scala internazionale mostrano una top 10 con una maggioranza schiacciante di Paesi del Sud America: Messico, Cile e Suriname sul podio, a seguire la Grecia come unica nazione europea e gli Stati Uniti all’ottava posizione.

L’amore trionfa

Nonostante le continue richieste di un tasto Dislike da parte degli utenti di Facebook non è la faccina triste né tantomeno quella arrabbiata a spopolare tra le reactions, ma il cuore.

In fin dei conti questo simbolo non è già di per sé semiologicamente sinonimo di Mi Piace? A rigor di logica sì visto che su altre piattaforme come Instagram e in seguito Twitter (che ha deciso di inserirlo a scapito della stella), rappresenta l’unica maniera per esprimere un giudizio positivo su un post.

Da un anno dunque, l’amore trionfa anche su Facebook e con margini più che evidenti: al netto dell’uso del tasto Mi Piace, vincitore indiscusso ormai insito nelle nostre abitudini social è il tasto Love con un utilizzo che supera il 50%. Seguono in ordine il tasto Angry, Sad, Wow e infine Haha con il 9,5%.

Fino al giorno del lancio di reactions era praticamente impossibile esprimere una reazione negativa a un post. Ora lo è, ma la percentuale di utenti che utilizzano il tasto Angry è molto bassa nonostante le nostre timeline contengano anche cattive notizie.

Quindi riassumendo: gli utenti Facebook volevano esprimere disappunto e avrebbero voluto farlo con il tasto Non Mi Piace. Zuckerberg regala una reaction per la rabbia e una per la tristezza e quindi la possibilità di manifestare non una ma ben due emozioni negative. Ciononostante gli utenti non le prediligono e preferiscono interagire con contenuti divertenti o che semplicemente lascino spazio emozioni positive.

Forse questi dati confermano come Facebook sia percepito in primis come una piattaforma d’intrattenimento su cui (giustamente) condividere momenti divertenti che generino reazioni piacevoli. O forse non è un caso che le due reactions siano le ultime per ordine e quindi meno pratiche da selezionare?

Fonte: Ninja Marketing

 

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