Pubblicità mobile: migliora la capacità di colpire il target desiderato

La ricerca Digital Ads Benchmarks and Findings di Nielsen sottolinea un deciso avanzamento delle performance delle campagne pianificate sui nuovi device: il 60% risultano essere in target

Secondo il report “Digital Ads Benchmarks and Findings” di Nielsen, risulta infatti che tra aprile e giugno 2016, il 60% delle impression su annunci pubblicitari da mobile è stato visto da persone di età e sesso corrispondenti ai desiderata degli inserzionisti. Una performance decisamente migliore rispetto al 49% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.

La ricerca di Nielsen è stata condotta analizzando 40.000 campagne di spender americani erogate su un range di siti, app e altro tipo di servizi digitali.

L’analisi di Nielsen fa altresì emergere, però, che l’accuratezza del targeting è stata più o meno precisa a seconda dei gruppi demografici a cui le campagne erano indirizzate. Per esempio, gli annunci desktop registrano risultati migliori rispetto al mobile quando la campagna mira a fasce di età molto ampie.

Al contrario, le campagne mobile sono state più efficaci nel raggiungere pubblici più ristretti. Per esempio, per le campagne rivolte a persone di età compresa tra i 18 e i 34 anni, il 63% delle campagne mobile ha raggiunto il proprio target demografico, mentre sul desktop tale percentuale è stata pari al 53%.

Nel corso degli ultimi 10 anni, il volume dei contenuti media fruiti da device mobile è cresciuto rapidamente, di sicuro molto più velocemente di quanto sia aumentata la spesa pubblicitaria su questi mezzi.

Questo in parte è stato causato dalle limitazioni circa la possibilità di targetizzare i consumatori su questo tipo di dispositivi.

Secondo una ricerca condotta da Nielsen, queste particolari difficoltà dovrebbero essere destinate a essere superate nel giro di poco, almeno in USA. Le performance delle campagne di advertising su mobile stanno migliorando in modo significativo, secondo i dati che l’istituto di ricerca ha raccolto attraverso il servizio Digital Ad Ratings.

Fonte: Engage

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