La differenza tra Plexyglass e Policarbonato:
perché abbiamo scelto il policarbonato per i nostri schermi protettivi

Vetro

Trasparenza. La trasparenza del vetro è molto buona con un coefficiente di trasparenza che va da 0,80 a 0,90.
Resistenza. Di solito il vetro utilizzato per le coperture, tettoie e schermi è il vetro temprato termicamente, cioè trattato per aumentarne la resistenza, in questo caso può diventa più resistente agli shock e se si rompe i frammenti sono poco taglienti. Una lastra di 4 mm di vetro temperato ha una resistenza all’urto di una forza pari a 10 Joule.
Il vetro presenta, di contro, due grossi difetti: è un materiale molto pesante, e richiede un sostegno delle lastre molto importante che ne garantisca la tenuta una volta avvenuta la messa in opera, inoltre è molto fragile, il vetro temprato rischia di creare il cosiddetto “effetto ragnatela” e formare quegli antiestetici segni di rottura anche se sottoposto a lievi sollecitazioni, questo effetto si presenta anche solo dopo alcuni anni dall’installazione.

Plexyglass

Il polimetilmetacrilato (in forma abbreviata PMMA) chiamato anche plexiglass, dal nome della ditta produttrice, è una delle materie plastiche di maggior consumo.

Trasparenza. E’ molto trasparente, più del vetro con un coefficiente di trasparenza di circa 0,93.
Resistenza. Ha una buona resistenza agli urti, alle intemperie, all’umidità e un’ottima resistenza agli agenti chimici. È infrangibile e può essere estruso o ricavato da colatura. L’estruso ha spessore più uniforme ma è meno trasparente contrariamente del colato. Il Plexiglass viene quindi definito un buon materiale, viene utilizzato maggiormente nel settore dell’arredo. Non è da sottovalutare, però, la facilità con cui può essere rigato o strisciato quindi necessita di una buona manutenzione e pulizia. Tende anche ad ingiallire nel tempo.

Policarbonato

Il policarbonato è un poliestere dell’acido carbonico, derivante dal composto organico chiamato bisfenolo, utilizzato nella sintesi delle materie plastiche. Quando parliamo di policarbonato ritroviamo due parole chiavi: RESISTENZA e DUREZZA. Per i nostri schermi protettivi (parafiato) per protezione contro Covid-19 (Coronavirus) utilizziamo lastre in policarbonato compatto di spessore 4 mm resistenti ai raggi UV

Trasparenza. Ha un indice di trasparenza di 0,86 quindi buona.
Resistenza. Ha un’ottima resistenza agli urti, è infrangibile e molto resistente agli agenti atmosferici e non richiede la termoformatura. Una lastra di 4 mm di policarbonato compatto resiste ad una forza applicata di 200 Joule. Le lastre hanno una garanzia sicura decennale. È la materia plastica più resistente a graffi e urti, oltre ad avere un’elasticità superiore alle altre materie plastiche ed ha meno tendenza ad ingiallire rispetto al Plexiglas.

Il policarbonato è considerato il miglior materiale addirittura dall’industria aereo spaziale. Infatti, i nuovi copolimeri di policarbonato per estrusi sono utilizzati all’interno degli aerei, con l’obiettivo di ridurre il loro peso garantendo al contempo un’ottima sicurezza. Grazie alla sua buona trasmissione luminosa e alla protezione contro gli UV è indicato nella produzione di binari, parti di sedili o lenti. Inoltre secondo gli standard ASTM E662 il policarbonato presenta un livello bassissimo di tossicità soddisfando i requisiti di tossicità previsti dalle compagnie aeree, al contrario del Plexiglas. È inoltre utilizzato come componente delle tute degli astronauti durante le attività extraveicolari per isolarsi dall’ambiente esterno.